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Che cos’è la nazione?
La nazione è, innanzitutto, una comunità, una determinata comunità di persone.
È una comunità non di razza nè di stirpe. L’attuale nazione italiana è stata formata da romani, germani, etruschi, greci, arabi, ecc. La nazione francese è stata costituita da galli, romani, britanni, germani, ecc. Lo stesso va detto degli inglesi, dei tedeschi e degli altri popoli, che si sono costituiti in nazioni con genti di diverse razze e stirpi.
La nazione non è dunque una comunità di razza nè di stirpe, ma una comunità di persone, formatasi storicamente.
D’altra parte, non c’è dubbio che i grandi stati di Ciro o di Alessandro non possono esser chiamati nazioni, sebbene si siano formati anch’essi storicamente, si siano formati con stirpi e razze diverse. Non erano nazioni, ma conglomerati casuali e debolmente legati di gruppi che si disgregavano o si costituivano secondo i successi o le sconfitte di questo o quel conquistatore.
La nazione non è dunque un conglomerato casuale nè effimero, ma una stabile comunità di persone.
Ma non ogni comunità stabile costituisce una nazione. L’Austria e la Russia sono anch’esse comunità stabili, tuttavia nessuno le chiama nazioni. In che cosa si differenzia una comunità nazionale da una comunità statale? Fra l’altro in questo, che una comunità nazionale non è concepibile senza lingua comune, mentre per una comunità statale la lingua comune non è indispensabile. La nazione ceca in Austria e quella polacca in Russia non sarebbero possibili se ciascuna di esse non avesse una lingua comune, mentre all’integrità della Russia e dell’Austria non fa ostacolo l’esistenza, nel loro seno, di tutta una serie di lingue. Mi riferisco, naturalmente, alle lingue popolari parlate, e non a quelle ufficiali della burocrazia.
La lingua comune è dunque uno dei tratti caratteristici della nazione.
Questo non vuol certo dire che nazioni diverse parlino sempre e dovunque lingue diverse o che tutti coloro che parlano una stessa lingua costituiscano necessariamente una sola nazione. Una lingua comune per ogni nazione, ma non necessariamente lingue diverse per nazioni diverse! Non c’è nazione in cui si parlino nello stesso tempo lingue diverse, ma questo non vuol dire però che non vi possano essere due nazioni che parlino la stessa lingua! Gli inglesi e i nordamericani parlano la stessa lingua, e tuttavia non costituiscono una sola nazione. Lo stesso si deve dire dei norvegesi e dei danesi, degli inglesi e degli irlandesi.
Ma perché, per esempio, gli inglesi e i nordamericani non costituiscono una nazione, nonostante la lingua comune?
Prima di tutto perché non vivono insieme, ma in territori diversi. La nazione si forma soltanto come risultato di rapporti prolungati e regolari, come risultato di una vita comune di generazione in generazione. Ma una lunga vita in comune non è possibile se non su un territorio comune. Gli inglesi e gli americani prima abitavano un solo territorio, l’Inghilterra, e costituivano una sola nazione. Poi, una parte degli inglesi si trasferì dall’Inghilterra in un nuovo territorio, in America, e lì, sul nuovo territorio, col passar del tempo, costituì la nuova nazione dell’America del Nord. Territori diversi hanno condotto alla formazione di nazioni diverse.
Il territorio comune è dunque uno dei tratti caratteristici della nazione.
Ma non basta. Il territorio comune, di per sé, non dà ancora la nazione. Occorre, inoltre, un vincolo economico interno che saldi le singole parti della nazione in un tutto unico. Tra l’Inghilterra e l’America del Nord non c’è un tale vincolo e perciò esse costituiscono due nazioni diverse. Ma anche gli stessi nordamericani non meriterebbero il nome di nazione, se le diverse parti dell’America del Nord non fossero legate fra loro in un tutto economico, grazie alla divisione del lavoro tra loro, allo sviluppo delle vie di comunicazione, ecc.
Prendiamo, per esempio, i georgiani. I georgiani prima della riforma vivevano su un territorio comune e parlavano la stessa lingua, eppure non costituivano, a rigor di termini, una sola nazione, perché, divisi in tutta una serie di principati staccati l’uno dall’altro, non potevano vivere una vita economica comune, da secoli si facevano la guerra e si danneggiavano reciprocamente, aizzando gli uni contro gli altri persiani e turchi. L’unione effimera e casuale di principati, che talvolta qualche re fortunato riusciva a realizzare, nel migliore dei casi si limitava al lato amministrativo superficiale e si rompeva ben presto per il capriccio dei principi e per l’indifferenza dei contadini. E non poteva essere diversamente, dato lo sminuzzamento economico della Georgia... La Georgia, come nazione, è nata solo nella seconda metà del secolo XIX, quando la fine della servitù della gleba e lo sviluppo della vita economica del paese, lo sviluppo delle vie di comunicazione e il sorgere del capitalismo introdussero una divisione del lavoro tra le regioni della Georgia, scossero definitivamente la economia chiusa dei principati, collegandoli in un tutto unico.
Lo stesso si deve dire delle altre nazioni, che hanno superato lo stadio del feudalesimo e nelle quali si è sviluppato il capitalismo.
La comunanza della vita economica, la coesione economica sono dunque uno degli elementi caratteristici della nazione.
Ma neanche questo basta. Oltre a tutto ciò che si è detto, bisogna prendere anche in considerazione le caratteristiche della conformazione spirituale delle persone unite nella nazione. Le nazioni si distinguono l’una dall’altra non solo per le loro condizioni di vita ma anche per la formazione intellettuale, che si esprime nelle caratteristiche della cultura nazionale. Se l’Inghilterra, gli Stati Uniti e l’Irlanda, che parlano un’unica lingua, costituiscono nondimeno tre differenti nazioni, ciò è dovuto in misura non indifferente alla particolare conformazione psichica che si è creata in esse col succedersi delle generazioni, per effetto delle diverse condizioni di esistenza.
Certo, la conformazione psichica in sé, o, come altrimenti viene chiamata, il «carattere nazionale», è per l’osservatore qualche cosa di inafferrabile, ma nella misura in cui si esprime in una cultura originale, comune alla nazione, è percepibile e non può essere ignorata.
Inutile dire che il «carattere nazionale» non è qualche cosa di fissato una volta per sempre, ma muta col mutare delle condizioni di vita; però, in quanto esiste in ogni dato momento, imprime il suo suggello alla fisionomia della nazione.
La comune conformazione psichica, che si esprime nella cultura comune, è dunque uno dei tratti caratteristici della nazione.
In tal modo, abbiamo esaurito tutte le caratteristiche della nazione.
La nazione è una comunità stabile, storicamente formatasi, che ha la sua origine nella comunità di lingua, di territorio, di vita economica e di conformazione psichica che si manifesta nella comune cultura.
Con ciò è evidente che la nazione, come ogni altro fenomeno storico, sottostà alla legge del mutamento; ha la propria storia, il proprio principio e la propria fine.
È necessario sottolineare che nessuna delle caratteristiche indicate, presa isolatamente, è sufficiente a definire la nazione. Anzi, basta che manchi una sola di queste caratteristiche, perché la nazione cessi di essere tale.
Si possono immaginare popolazioni che abbiano un «carattere nazionale» comune, e tuttavia non si può dire che costituiscano una nazione, se non sono collegate economicamente, se vivono su territori differenti, se parlano lingue diverse, ecc. Tali sono, per esempio, i russi, i galiziani, gli americani, i georgiani, gli ebrei del Caucaso, che non costituiscono a nostro avviso un’unica nazione.
Si possono immaginare popolazioni che abbiano un territorio comune e una comune vita economica; e tuttavia esse non costituiscono una nazione se non hanno lingua e «carattere nazionale» comuni. Tali sono, per esempio, i tedeschi e i lettoni del Baltico.
Infine, i norvegesi e i danesi parlano la stessa lingua, ma non costituiscono una nazione, perché mancano gli altri caratteri.
Solo se tutti i caratteri esistono congiuntamente, si ha la nazione.
Può sembrare che il «carattere nazionale» non sia uno dei caratteri ma l’unico carattere essenziale della nazione e che tutti gli altri siano, propriamente, condizioni dello sviluppo della nazione, e non suoi tratti caratteristici. Sostengono quest’opinione, per esempio, i teorici socialdemocratici della questione nazionale ben noti in Austria, R. Springer (4) e, particolarmente, O. Bauer (5).
Esaminiamo la loro teoria della nazione.

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USA as a world power? In E-Sim it is possible!

In E-Sim we have a huge, living world, which is a mirror copy of the Earth. Well, maybe not completely mirrored, because the balance of power in this virtual world looks a bit different than in real life. In E-Sim, USA does not have to be a world superpower, It can be efficiently managed as a much smaller country that has entrepreneurial citizens that support it's foundation. Everything depends on the players themselves and how they decide to shape the political map of the game.

Work for the good of your country and see it rise to an empire.

Activities in this game are divided into several modules. First is the economy as a citizen in a country of your choice you must work to earn money, which you will get to spend for example, on food or purchase of weapons which are critical for your progress as a fighter. You will work in either private companies which are owned by players or government companies which are owned by the state. After progressing in the game you will finally get the opportunity to set up your own business and hire other players. If it prospers, we can even change it into a joint-stock company and enter the stock market and get even more money in this way.


In E-Sim, international wars are nothing out of the ordinary.

"E-Sim is one of the most unique browser games out there"

Become an influential politician.

The second module is a politics. Just like in real life politics in E-Sim are an extremely powerful tool that can be used for your own purposes. From time to time there are elections in the game in which you will not only vote, but also have the ability to run for the head of the party you're in. You can also apply for congress, where once elected you will be given the right to vote on laws proposed by your fellow congress members or your president and propose laws yourself. Voting on laws is important for your country as it can shape the lives of those around you. You can also try to become the head of a given party, and even take part in presidential elections and decide on the shape of the foreign policy of a given state (for example, who to declare war on). Career in politics is obviously not easy and in order to succeed in it, you have to have a good plan and compete for the votes of voters.


You can go bankrupt or become a rich man while playing the stock market.

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The last and probably the most important module is military. In E-Sim, countries are constantly fighting each other for control over territories which in return grant them access to more valuable raw materials. For this purpose, they form alliances, they fight international wars, but they also have to deal with, for example, uprisings in conquered countries or civil wars, which may explode on their territory. You can also take part in these clashes, although you are also given the opportunity to lead a life as a pacifist who focuses on other activities in the game (for example, running a successful newspaper or selling products).


At the auction you can sell or buy your dream inventory.

E-Sim is a unique browser game. It's creators ensured realistic representation of the mechanisms present in the real world and gave all power to the players who shape the image of the virtual Earth according to their own. So come and join them and help your country achieve its full potential.


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